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Il 24 settembre 2026, Alberto Stefani, chinesiologo e osteopata dello staff di Tocco Salute e studente del corso di laurea in Fisioterapia, ha partecipato alla quarta edizione dell’Ergonomics Meeting 2026, organizzato da BNP Group in collaborazione con Ergoal presso Infinite Area a Montebelluna (TV).

Una mattinata dedicata a un tema che sentiamo particolarmente vicino: come rendere il lavoro più sostenibile per la persona, attraverso ergonomia, prevenzione, tecnologia e una migliore organizzazione delle postazioni lavorative.

L’idea alla base dell’incontro è molto interessante: l’ergonomia non dovrebbe essere considerata soltanto un obbligo o un tema di conformità, ma uno strumento capace di incidere concretamente sul benessere del lavoratore, sulla sostenibilità del lavoro negli anni e sulla qualità del prodotto realizzato.

Perché Alberto ha partecipato

Per Alberto questa giornata ha avuto anche un significato particolare.

L’idea che vorrebbe sviluppare per la propria tesi di laurea in Fisioterapia riguarda infatti proprio la fisioterapia in azienda: studiare come un programma fisioterapico rivolto ai lavoratori possa contribuire alla prevenzione e alla gestione dei disturbi muscoloscheletrici correlati al lavoro.

Partecipare all’Ergonomics Meeting è stata quindi un’occasione per osservare il problema da una prospettiva ancora più ampia.

Non solamente intervenire quando compare il dolore, ma comprendere come persona, ambiente di lavoro, ergonomia, organizzazione, tecnologia, prevenzione ed esercizio possano interagire tra loro.

Una popolazione lavorativa che sta cambiando

Il tema è estremamente attuale.

Pochi giorni prima dell’evento, il Corriere della Sera ha dedicato un approfondimento proprio all’aumento dei lavoratori senior e alle nuove tecnologie sviluppate per rendere le fabbriche maggiormente adattabili alle persone.

Secondo i dati INPS riportati dal Corriere, tra il 2019 e il 2025 i lavoratori over 55 sono aumentati del 65%. L’articolo riporta inoltre le stime dell’Osservatorio veneto sul lavoro: nei prossimi anni il Veneto potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza compresa, a seconda dello scenario economico, tra 189.000 e 300.000 lavoratori.

Questo significa che una delle sfide dei prossimi anni sarà probabilmente non soltanto quella di trovare nuovi lavoratori, ma anche quella di permettere alle persone di rimanere attive professionalmente più a lungo e nelle migliori condizioni possibili.

Ed è qui che ergonomia, tecnologia, prevenzione e fisioterapia possono trovare un importante terreno comune.

Le voci sul palco

Durante l’Ergonomics Meeting si sono alternati professionisti provenienti da mondi differenti: università e ricerca, industria, inclusione lavorativa e cooperazione sociale.

Prof. Luciano Gamberini – Università di Padova

Il professor Luciano Gamberini, dell’Università di Padova, ha affrontato il rapporto tra uomo e nuove tecnologie, mostrando come robotica collaborativa, intelligenza artificiale, esoscheletri e Digital Twin possano contribuire a ridurre il carico fisico e cognitivo del lavoratore.

Un concetto particolarmente interessante è quello di creare tecnologie capaci di adattarsi maggiormente alle caratteristiche della persona, mantenendo l’essere umano al centro del processo.

Lo stesso tema è stato ripreso dal Corriere della Sera, che ha raccontato il lavoro di ricerca dell’Università di Padova in collaborazione con BNP: cobot, indumenti intelligenti e sensori possono raccogliere alcuni parametri dell’operatore e consentire alla macchina di modificare il proprio funzionamento in relazione alla persona.

Ing. Mariano Cilenti – Bosch Bari

L’ingegner Mariano Cilenti, amministratore delegato dello stabilimento Bosch di Bari, ha portato l’esperienza concreta di una grande realtà industriale che deve affrontare contemporaneamente trasformazione produttiva e invecchiamento della forza lavoro.

L’ergonomia diventa quindi uno strumento per adattare le postazioni, preservare le competenze dei lavoratori più esperti e accompagnare il cambiamento dell’azienda.

Dott.ssa Manuela Pioltelli – Umana

La dott.ssa Manuela Pioltelli, responsabile dell’area specialistica collocamento mirato di Umana, ha affrontato il tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Un punto particolarmente interessante è stato lo spostamento dell’attenzione dalla sola limitazione individuale alle barriere presenti nell’ambiente di lavoro. In alcuni casi anche piccoli adattamenti ergonomici o organizzativi possono cambiare radicalmente la possibilità di una persona di svolgere efficacemente il proprio lavoro.

Ing. Enrico Gonzato – Cooperativa Sociale Rinascere

L’intervento dell’ingegner Enrico Gonzato, della Cooperativa Sociale Rinascere, ha portato sul palco il valore umano e anche educativo del lavoro.

L’esperienza della cooperativa mostra come lavoro, organizzazione e tecnologia possano diventare strumenti di inclusione, recupero della fiducia e valorizzazione delle capacità individuali. Investire nelle persone può essere più complesso che investire nelle macchine, ma rappresenta una parte fondamentale di un’impresa realmente centrata sull’essere umano.

Kintsugi Gold: quando è il lavoro ad adattarsi alla persona

Uno dei momenti più interessanti della giornata è stato dedicato al progetto Kintsugi Gold.

Il progetto nasce con l’obiettivo di valutare e riprogettare le postazioni manuali e semiautomatiche affinché possano essere utilizzate anche da persone con limitazioni fisiche, patologie croniche o lavoratori senior.

Il percorso comprende valutazione ergonomica, progettazione partecipata insieme a chi lavora sulla linea e verifica continua nel tempo.

Il principio che ne emerge è semplice:

quando progettiamo bene una postazione pensando anche alla persona che presenta maggiori difficoltà, spesso finiamo per creare un ambiente di lavoro migliore per tutti.

I casi presentati durante l’incontro hanno mostrato inoltre come il miglioramento dell’ergonomia non debba necessariamente essere visto come un costo contrapposto alla produttività. In alcuni esempi illustrati, postazioni adattive e automazione hanno consentito di migliorare contemporaneamente benessere dell’operatore, qualità ed efficienza produttiva.

E se anche la fisioterapia entrasse maggiormente nelle aziende?

È probabilmente questa la domanda più importante che Alberto porta a casa dall’Ergonomics Meeting.

Come professionisti della salute incontriamo spesso il lavoratore quando il problema è già comparso: mal di schiena, cervicalgia, dolore alla spalla, sovraccarichi, riduzione della mobilità o difficoltà nello svolgere determinate attività.

Ma cosa succederebbe se una parte del lavoro del fisioterapista venisse portata direttamente all’interno dell’azienda, lavorando maggiormente sulla prevenzione?

La fisioterapia potrebbe affiancarsi agli interventi ergonomici attraverso la valutazione della persona, l’individuazione precoce dei disturbi muscoloscheletrici, l’esercizio terapeutico, l’educazione e il monitoraggio dei risultati nel tempo.

L’obiettivo non sarebbe semplicemente quello di “curare il mal di schiena in azienda”, ma di costruire un modello nel quale lavoratore, professionista sanitario e azienda collaborino per mantenere la persona attiva e funzionale nel tempo.

È proprio questo il tema che Alberto vorrebbe approfondire nel suo futuro progetto di tesi in Fisioterapia.

Dalla cura alla prevenzione

Per noi di Tocco Salute questa esperienza rappresenta quindi anche uno stimolo a guardare oltre le mura dello studio.

La salute muscoloscheletrica non dipende solamente da quello che facciamo durante una seduta di fisioterapia. Conta quanto ci muoviamo, come utilizziamo il nostro corpo, le richieste alle quali siamo sottoposti ogni giorno e, inevitabilmente, anche il nostro ambiente di lavoro.

In una popolazione lavorativa destinata a diventare progressivamente più anziana, la domanda potrebbe quindi cambiare.

Non soltanto:

“Come curiamo questo dolore?”

ma anche:

“Come possiamo permettere a questa persona di continuare a lavorare bene e in salute negli anni?”

È una domanda alla quale fisioterapia, ergonomia e tecnologia possono provare a rispondere insieme.

Un ringraziamento speciale

Un ringraziamento particolare va a Carlo Pettenon di BNP Group per l’invito e per averci dato la possibilità di partecipare a questa giornata.

Complimenti a tutta l’organizzazione per la qualità delle presentazioni, concrete e ricche di spunti, e per essere riuscita a mettere insieme ricerca scientifica, tecnologia ed esperienze reali provenienti dalle aziende.

Complimenti anche per la scelta di Infinite Area a Montebelluna: una location davvero molto bella e perfetta per creare occasioni di confronto e condivisione.

Alberto torna a Tocco Salute con molti nuovi spunti e con una convinzione ancora più forte: il futuro della salute sul lavoro passerà sempre di più dalla collaborazione tra persone, aziende, professionisti sanitari, ergonomia e tecnologia.

E chissà che proprio da questa giornata non sia iniziato anche un piccolo pezzo della sua futura tesi di laurea.